Tre atti di uno spettacolo, tutto in una notte. Vi è mai capitato di dormire, forse sognare, svegliarvi, riprendere il sogno e poi svegliarvi di nuovo e riaddormentarvi ancora per proseguire quell'immagine onirica? E' esattamente quanto mi è accaduto stanotte.
Ieri, camminando in una traversa di via Po, vedo un particolare a cui non facevo caso da molto tempo, nonostante io percorra quelle strade più volte durante la settimana. Quell'immagine balena nella mia mente, mi riconduce ad un episodio risalente a circa sei anni fa. Ma il ricordo si assottiglia in un sospiro che vola via per poi tornare a sussurrarmi qualcosa una volta inerme adagiata sul mio cuscino.
Quella voce passata si stende, via via più sottile, nei tre atti del sogno: l'attesa, l'emozione e la speranza, poi la disillusione, la confusione e il capovolgimento, infine la gioia insperata, l'incredulità e il risveglio.
Guardo sul mobile dell'entrata, prendo delle foto che vi sono appoggiate sopra. Mai viste prima. Scritte in spagnolo e il viso di quella voce lontana. Ma allora non era un sogno. Erano immagini dense quelle incorniciate dalle pareti arancioni dei tram vecchio stile. Che gioia, erano impressioni che non si sa bene come volano via, ma comunque reali!
E invece no. Mi sveglio. Finalmente è la volta definitiva. E capisco che, tra le altre cose, ho sognato di pormi la domanda: "Stavo dunque sognando?". Che assurda la mia mente, ripescare sensazioni e ricordi sopiti nel tempo. Per poi rimanerne imprigionati, almeno fino al prossimo sogno.


)

