martedì, 07 febbraio 2006

La quiete dopo la tempesta: sono trascorsi cinque giorni dalla mia ultima fatica. Questa settimana è risultata essere un periodo particolarmente interessante, anche se non rilassante! La cena medievale è stata una scoperta: ho imparato ad assaggiare il castelmagno (proprio io che odio i formaggi) e a gustare una sorta di spezzatino con cubetti di polenta servito in una ciotala di terracotta da mescolarsi con un rustico cucchiaio di legno. Il gusto della carne è stato valorizzato dalla consistenza del tutto, dal contesto, dalle musiche, dal cameriere vestito da oste e dal vino... allungato con acqua . Era un invito a cena... con delitto: questo si è consumato puntualmente al centro della sala, le indagini hanno avuto luogo proprio là, dove l'ambiente medievale non consentiva ai cellulari di ricevere campo... naturalmente. L'ispettore franscese aveva una battuta per ogni commensale: non sto a riferire quanto ha detto a me...  Infine l'assassino: aver visto tante puntate di Ris e compagnia bella è servito! Ho indovinato i colpevoli... ma non il movente. Va beh, sarà per la prossima volta.

Poi teatro e cinema: La bisbetica domata, "tenera" messa in scena di una compagnia semplice come il teatro in cui è stata rappresentata, mi ha concesso di immergermi in tempi lontani fatti di scenografie spartane, recitazione affettata, senza dimenticare la morale impolverata. Non importa: Shakespeare a colazione, pranzo e cena. Del resto, questa non ha fatto che riportarmi alla mente la sgangherata, dolcissima compagnia di Nel bel mezzo di un gelido invernoMunich, dapprima deludente, poi complesso, sfaccettato, interessante: l'iter emotivo-razionale di un uomo che scopre il significato della vita, che si confronta col suo alter ego, che rivalorizza il concetto di casa, mettendo in secondo piano quello di patria. Orgoglio e pregiudizio: che dire. Meravigliosa l'atmosfera che si respira, la pioggia, i prati, la nebbia, l'altalena che si avvolge su se stessa, gli spazi che si svuotano di persone per colmarsi di tremanti emozioni. Il personaggio di Darcy, messo in secondo piano il fascino, è stato velato un po'  troppo di tristezza, ma le parole di Jane Austen e la comunque buona interpretazione di Matthew Macfadyen hanno materializzato, anche se solo su pellicola, ciò che si può definire  "uomo" in una delle migliori accezioni. 

Consiglio, infine, Metropolis, la mostra d'arte sul Futurismo che è stata inaugurata sabato alla Gam: i quadri pastosi di Sironi, Moller e Kirchner sono un piacere per gli occhi (o le mie lenti a contatto si sono ingannate )  

postato da: aploskora alle ore 15:59 | Permalink | commenti (2)
categoria:cinemoi, mosssssstre
mercoledì, 23 novembre 2005

Entri nella sala e ti imbatti nelle "maschere"  vestite come dei machini della Rinascente: ti chiedono il biglietto e, compassatamente, ti invitano a spegnere il cellulare. Tutt'attorno pareti monocromatiche, luci che rilettono sui vetri  delle cornici (che rabbia). E' ora di pranzo e le uniche persone a rumoreggiare e a ridacchiare, srotolando la lunga pellicola di espressioni facciali dei visitatori succedutisi, sono loro gli omini in divisa.

Robert Mapplethorpe, nelle sue opere giovanili, cattura con naturalezza, se stesso, gli amici, gli eccessi. E poi le forme, le superfici, le sfumature. Le venature dei fiori, i solchi della pelle, i riflessi delle perle. I giochi di scambi di identità, di sessualità. Gli schiaffi delle immagini più esplicite non adombrano la nitidezza delle linee dei fiori, anche se compresi nella stessa parete. I fiori non sono tanto puri così come  il sesso non è tanto perverso? E ancora il corpo nell'armonia delle sue forme, ingranaggio di questo grande meccanismo nel quale siamo compresi. Un artista che non pensavo di poter apprezzare. La trasgressione non dovrebbe avere parole di fuoco. La sorpresa è stata, dunque, vedere nel video lui, l'auture, dietro la sua macchina fotografica, con un maglione da tutti i giorni, parlare su una poltrona del suo salotto. Descrivere le persone che ha ritratto. Ritrovare le sensazioni degli scatti, motivarle e rispolverare le sfaccettature degli animi ritratti, delle radici che lo hanno influenzato e delle concezioni che lo hanno ispirato. 

postato da: aploskora alle ore 17:15 | Permalink | commenti (3)
categoria:mosssssstre