La quiete dopo la tempesta: sono trascorsi cinque giorni dalla mia ultima fatica. Questa settimana è risultata essere un periodo particolarmente interessante, anche se non rilassante! La cena medievale è stata una scoperta: ho imparato ad assaggiare il castelmagno (proprio io che odio i formaggi) e a gustare una sorta di spezzatino con cubetti di polenta servito in una ciotala di terracotta da mescolarsi con un rustico cucchiaio di legno. Il gusto della carne è stato valorizzato dalla consistenza del tutto, dal contesto, dalle musiche, dal cameriere vestito da oste e dal vino... allungato con acqua
. Era un invito a cena... con delitto: questo si è consumato puntualmente al centro della sala, le indagini hanno avuto luogo proprio là, dove l'ambiente medievale non consentiva ai cellulari di ricevere campo... naturalmente. L'ispettore franscese aveva una battuta per ogni commensale: non sto a riferire quanto ha detto a me...
Infine l'assassino: aver visto tante puntate di Ris e compagnia bella è servito! Ho indovinato i colpevoli... ma non il movente. Va beh, sarà per la prossima volta.
Poi teatro e cinema: La bisbetica domata, "tenera" messa in scena di una compagnia semplice come il teatro in cui è stata rappresentata, mi ha concesso di immergermi in tempi lontani fatti di scenografie spartane, recitazione affettata, senza dimenticare la morale impolverata. Non importa: Shakespeare a colazione, pranzo e cena. Del resto, questa non ha fatto che riportarmi alla mente la sgangherata, dolcissima compagnia di Nel bel mezzo di un gelido inverno. Munich, dapprima deludente, poi complesso, sfaccettato, interessante: l'iter emotivo-razionale di un uomo che scopre il significato della vita, che si confronta col suo alter ego, che rivalorizza il concetto di casa, mettendo in secondo piano quello di patria. Orgoglio e pregiudizio: che dire. Meravigliosa l'atmosfera che si respira, la pioggia, i prati, la nebbia, l'altalena che si avvolge su se stessa, gli spazi che si svuotano di persone per colmarsi di tremanti emozioni. Il personaggio di Darcy, messo in secondo piano il fascino, è stato velato un po' troppo di tristezza, ma le parole di Jane Austen e la comunque buona interpretazione di Matthew Macfadyen hanno materializzato, anche se solo su pellicola, ciò che si può definire "uomo" in una delle migliori accezioni.
Consiglio, infine, Metropolis, la mostra d'arte sul Futurismo che è stata inaugurata sabato alla Gam: i quadri pastosi di Sironi, Moller e Kirchner sono un piacere per gli occhi (o le mie lenti a contatto si sono ingannate
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