lunedì, 22 maggio 2006

Lost lost lost. Stasera è l'ultima puntata della prima serie per noi comuni mortali che non abbiamo la tvseries-timemachine. Che dire, come al solito, quando si sente elogiare fino alla nausea qualcosa, alla fine ci si aspetta sempre l'incredibile. Ma per me non è stato (non ancora) così. A parte la puntata in cui si parlava del padre di Jack, tutte le altre non mi sono sembrate nulla di particolare. Al punto che, parlando con alcuni amici, mi è scappato il parallelismo con (non odiatemi) Beautiful! = perdi una o alcune puntate e capisci cmq cosa sta succedendo. Forse ho un po' esagerato... ad ogni modo non demordo e confido nella seconda serie.

Intanto ho cercato di non perdermi un singolo episodio di Cold Case (e, accidenti, non si sono riuscita...). Ma com'è che nessuno ne parla? Ok ok, lo trasmettono al sabato sera e si spera di avere di meglio da fare nel weekend... Cmq è davvero una serie interessante, ben realizzata, talvolta inquietante e poi la protagonista ha classe da vendere. Finalmente un buon modello di donna in tv. Il segno del tempo sui volti degli indiziati, i fantasmi delle vittime tra gli scaffali degli archivi e il loro cenno di ringraziamento prima di dissolversi, dopo che, finalmente, si è resa giustizia alla loro memoria.

Ieri sera sono andata a vedere Il codice Da Vinci. Nulla da dire sugli attori e, soprattutto, sulla regia di Ron Howard. Hanno reso bene l'atmosfera del Louvre delle chiese delle ville dei quadri delle menti invasate. Certo, ci sarebbe invece da fare qualche appunto sul libro, ma è una questione che sta a monte. E aldilà del credo delle persone. Per esempio, mi ha un po' deluso il personaggio di Sophie, un po' troppo sempliciotta per essere stata allevata da Saurniere, inoltre, mi è sembrato che tutto il libro sia "solo" un ottimo ricamo che tiene insieme tante leggende, storie e deduzioni già sentite...  Non mi soffermo oltre, nel complesso, cmq, il mio è un giudizio positivo. Un giudizio su un thriller che, spero sia chiaro, non è nulla di più.

Ultimo pensiero riguardante il mio odierno stato d'animo. Sono un'imbecille. E avrei voglia di scriverlo cento volte su un foglio protocollo come accadde quella volta che il mio temutissimo (e da me venerato) maestro delle elementari, come compito di punizione, mi ha fatto scrivere cento "f" perché, in quinta elementare, ne avevo sbagliata una su un cartellone da esporre chissà per quale occasione. Eppure no, non ho scritto nulla se non queste righe. In compenso ho fatto una bella camminata per il centro, con la mia andatura spigliata e la fronte aggrottata. Fino a quando il vento non ha disteso il mio viso e i miei pensieri. Buona settimana a tutti!   

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sabato, 20 maggio 2006

sigh sob non è che mi senta vecchia... ma inizio a soccombere sotto il peso del tempo, ecco. Conoscenti e amici che si sposano (dopo una laurea come si deve, ovviamente, tutto secondo la tradizione, come no), gente che distribuisce volantini elettorali che non mi scambia più per una minorenne (e invece di darmi il volantino del kebabbaro mi rifila quello della danza del ventre, a me, con sta faccia, tzè). Malinconica, piazzo il mio cuginetto davanti alla videocassetta de "La bella e la bestia" (in qualche modo deve scontare il fatto di essere mio cugino...) e mi rendo conto che, se fossi stata al posto della bestia (e ne abbiamo di cose in comune ihih ), sarei già schiattata da un pezzo: il termine di scadenza dell'incantesimo era il ventunesimo compleanno...!

Beh, sfogo a parte... buon weekend a tutti

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lunedì, 15 maggio 2006

Who kills a man kills a reasonable creature, God's image; but he who destroys a good book kills the image of God as it were in the eye.

Milton, 1952

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martedì, 09 maggio 2006

Siamo a lezione. Una qualsiasi lezione del terzo o quarto anno. "ragaaaazziiiiiiii? allora, vediamo un po', volete diventare qualcuno??" Io, infossata su una sedia scomodissima, cercando di restare in equilibrio mentre scrivo e tengo il mio quadernone/coperta di Linus sulle ginocchia perché il tavolinetto o è troppo lontano o è sbilenco, penso tra me e me "No, me ne frega relativamente. Cmq?" Chi parla continua il suo discorso:" Beh, se volete diventare dei grandi qualsiasi cosa dovete essere... curiosi!" Che bello, siamo tornati all'asilo, quasi quasi chiedo al tanguero se vuole giocare con me al gioco dei perché.

Ebbene sì, aldilà di quello che viene detto tra le mura del Venturi, sono mostruosamente curiosa. Ho già parlato del mio sbirciare le grafie altrui... ebbene, adoro cercare di interpretare i movimenti dei prof e delle persone che conosco solo di vista, tentare di capire qualcosa della loro personalità a seconda di come si vestono, delle frasi che ripetono istintivamente, delle movenze che indicano nervosismo piuttosto che un impacciato bisogno di aiuto o un desiderio represso di uscire dall'aula e del relativo bisogno di una fulminea evasione. Sono curiosa, bado ai particolari e mi diverto a fare congetture... che passatempo da stordita... cmq sempre meglio di ritrovarsi in mezzo ad una conversazione al limite del demenziale durante le lezioni. La settimana scorsa a web design, ritrovatami più in fondo e infossata del solito, a stento controllavo le lacrime dal ridere!

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giovedì, 04 maggio 2006

cosa sarà mai?Tornata da Parigi. Mi riimmergo nel quotidiano (e nei quotidiani). Un tuffo nell'acqua ghiacciata, riprendo la "normalità" che sembra avermi investito con piacevole impeto.  Non sto a scrivere quanto Parigi sia parsa ai miei occhi come una città affascinante, intima, dinamica, maestosa. Ma devo ammettere che (dopo aver visitato anche Eurodisney eheh) la realtà mi è apparsa finzione (tutto così bello, così effimero, così vicino e allo stesso tempo impossibile), mentre per un piccolo sadico gioco infantile la finzione mi è quasi risultata realtà. Dove i quadri materici, lì presenti, lì sul serio (!) erano "la copia" della riproduzione su libro e dove la fantasia prendeva corpo... Dopo che i sogni si concretizzano in realtà e dopo che la realtà sembra un nebbioso sogno realizzato, ritornare in via Po, ripercorrere i meandri di Palazzo Nuovo, a solo poche ore dal mio ritorno, mi dà la sensazione di essere nuovamente seduta sulle poltrone de la Geode, dove gli affetti speciali del cinema prendevano il posto delle mie lenti a contatto avvolgendo la mia vista, perfino quella panoramica.

Intanto due canzoni

le sorrido abbasso gli occhi e penso a te... è troppo grande la città per due che come noi (?) non sperano però si stan cercando...   

c'è chi ogni sera mi vuole accanto a sé ma non importa se i suoi baci mi darà... le strade piene la folla intorno a me, mi parla e ride e nulla sa di te... io vedo intorno a me chi passa e va ma so che la città vuota mi sembrerà se non ci sei tu

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