Lost lost lost. Stasera è l'ultima puntata della prima serie per noi comuni mortali che non abbiamo la tvseries-timemachine. Che dire, come al solito, quando si sente elogiare fino alla nausea qualcosa, alla fine ci si aspetta sempre l'incredibile. Ma per me non è stato (non ancora) così. A parte la puntata in cui si parlava del padre di Jack, tutte le altre non mi sono sembrate nulla di particolare. Al punto che, parlando con alcuni amici, mi è scappato il parallelismo con (non odiatemi) Beautiful! = perdi una o alcune puntate e capisci cmq cosa sta succedendo. Forse ho un po' esagerato... ad ogni modo non demordo e confido nella seconda serie.
Intanto ho cercato di non perdermi un singolo episodio di Cold Case (e, accidenti, non si sono riuscita...). Ma com'è che nessuno ne parla? Ok ok, lo trasmettono al sabato sera e si spera di avere di meglio da fare nel weekend... Cmq è davvero una serie interessante, ben realizzata, talvolta inquietante e poi la protagonista ha classe da vendere. Finalmente un buon modello di donna in tv. Il segno del tempo sui volti degli indiziati, i fantasmi delle vittime tra gli scaffali degli archivi e il loro cenno di ringraziamento prima di dissolversi, dopo che, finalmente, si è resa giustizia alla loro memoria.
Ieri sera sono andata a vedere Il codice Da Vinci. Nulla da dire sugli attori e, soprattutto, sulla regia di Ron Howard. Hanno reso bene l'atmosfera del Louvre delle chiese delle ville dei quadri delle menti invasate. Certo, ci sarebbe invece da fare qualche appunto sul libro, ma è una questione che sta a monte. E aldilà del credo delle persone. Per esempio, mi ha un po' deluso il personaggio di Sophie, un po' troppo sempliciotta per essere stata allevata da Saurniere, inoltre, mi è sembrato che tutto il libro sia "solo" un ottimo ricamo che tiene insieme tante leggende, storie e deduzioni già sentite... Non mi soffermo oltre, nel complesso, cmq, il mio è un giudizio positivo. Un giudizio su un thriller che, spero sia chiaro, non è nulla di più.
Ultimo pensiero riguardante il mio odierno stato d'animo. Sono un'imbecille. E avrei voglia di scriverlo cento volte su un foglio protocollo come accadde quella volta che il mio temutissimo (e da me venerato) maestro delle elementari, come compito di punizione, mi ha fatto scrivere cento "f" perché, in quinta elementare, ne avevo sbagliata una su un cartellone da esporre chissà per quale occasione. Eppure no, non ho scritto nulla se non queste righe. In compenso ho fatto una bella camminata per il centro, con la mia andatura spigliata e la fronte aggrottata. Fino a quando il vento non ha disteso il mio viso e i miei pensieri. Buona settimana a tutti!


), sarei già schiattata da un pezzo: il termine di scadenza dell'incantesimo era il ventunesimo compleanno...!
Tornata da Parigi. Mi riimmergo nel quotidiano (e nei quotidiani). Un tuffo nell'acqua ghiacciata, riprendo la "normalità" che sembra avermi investito con piacevole impeto. Non sto a scrivere quanto Parigi sia parsa ai miei occhi come una città affascinante, intima, dinamica, maestosa. Ma devo ammettere che (dopo aver visitato anche Eurodisney eheh) la realtà mi è apparsa finzione (tutto così bello, così effimero, così vicino e allo stesso tempo impossibile), mentre per un piccolo sadico gioco infantile la finzione mi è quasi risultata realtà. Dove i quadri materici, lì presenti, lì sul serio (!) erano "la copia" della riproduzione su libro e dove la fantasia prendeva corpo... Dopo che i sogni si concretizzano in realtà e dopo che la realtà sembra un nebbioso sogno realizzato, ritornare in via Po, ripercorrere i meandri di Palazzo Nuovo, a solo poche ore dal mio ritorno, mi dà la sensazione di essere nuovamente seduta sulle poltrone de la Geode, dove gli affetti speciali del cinema prendevano il posto delle mie lenti a contatto avvolgendo la mia vista, perfino quella panoramica.