martedì, 29 novembre 2005

Il concerto di Michael Bublè?

Musica... L'incanto dell'aria rigata di note... Ti ritrovi stesa su un prato abbracciata dalla volta del cielo. La luna veglia sul tuo sguardo proteso nella profondità dell'infnito e ti soffia un saluto se ti giri a guardarla. E poi giunge il momento in cui il tuo animo si scioglie e il petto si gonfia di immortalità. Un sorriso si allarga sul volto sognante  e rimane lì, dolcemente steso per una forza quasi magnetica. Gli occhi brillano e ti senti innamorata. I movimenti si fanno vellutati protesi verso l'eterno. E la mia felicità rasenta il sublime, mi abbandono tra le braccia delle melodie e questo amore, seppur platonico, ha un sapore fisico. (2 agosto 2004)  

Una meraviglia. La sua  voce: calda e carezzevole. Il repertorio:  equilibrato, bilanciato tra i lenti e le canzoni più movimentate. La scenografia e i suoi movimenti sul palco: d'altri tempi. Le luci: determinanti. I musicisti e Michael stesso: dei pazzi virtuosi. Il pezzo che non mi sarei aspettata: "Smile" di C. Chaplin. Quello che attendevo: "For once in my life". Quello atteso invano: "Dream a little dream". La sorpresa: il fatto che "You don't know me" sia stata scritta da Ray Charles.

Finalmente, anche in Italia, si può sentire il mio amato Swing dal vivo! E intendo "vivo" nel vero senso della parola!   Sfortunatamente era al chiuso, ma non poteva essere diversamente. Due estati fa ero andata a vederlo al Chicoboom Festival ed era stato molto più suggestivo. Il cielo stellato, gli aerei che luccicavano nel buio. Io sdraiata sull'erba indecisa se guardare Michael cantare o la luna... Sola in una sera d'agosto.

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categoria:wow , straparlo
sabato, 26 novembre 2005

...everytime you say goodbye I die a little...

Maledetta canzone che mi insegui da questa notte, che perseguiti la Me dei sogni, la Me degli incubi. Nei momenti di silenzio, in quelli in cui regna il frastuono... Ti soffio via. Stasera vado al concerto di Micheal. Ascolterò melodie amiche, compagne dei sospiri più intimamente felici, confidenti nei momenti di sconforto, gioiosi antidoti contro il grigiore, la noia e la poltroneria. Maledetta canzone, non farti più sentire.

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categoria:straparlo
mercoledì, 23 novembre 2005

Entri nella sala e ti imbatti nelle "maschere"  vestite come dei machini della Rinascente: ti chiedono il biglietto e, compassatamente, ti invitano a spegnere il cellulare. Tutt'attorno pareti monocromatiche, luci che rilettono sui vetri  delle cornici (che rabbia). E' ora di pranzo e le uniche persone a rumoreggiare e a ridacchiare, srotolando la lunga pellicola di espressioni facciali dei visitatori succedutisi, sono loro gli omini in divisa.

Robert Mapplethorpe, nelle sue opere giovanili, cattura con naturalezza, se stesso, gli amici, gli eccessi. E poi le forme, le superfici, le sfumature. Le venature dei fiori, i solchi della pelle, i riflessi delle perle. I giochi di scambi di identità, di sessualità. Gli schiaffi delle immagini più esplicite non adombrano la nitidezza delle linee dei fiori, anche se compresi nella stessa parete. I fiori non sono tanto puri così come  il sesso non è tanto perverso? E ancora il corpo nell'armonia delle sue forme, ingranaggio di questo grande meccanismo nel quale siamo compresi. Un artista che non pensavo di poter apprezzare. La trasgressione non dovrebbe avere parole di fuoco. La sorpresa è stata, dunque, vedere nel video lui, l'auture, dietro la sua macchina fotografica, con un maglione da tutti i giorni, parlare su una poltrona del suo salotto. Descrivere le persone che ha ritratto. Ritrovare le sensazioni degli scatti, motivarle e rispolverare le sfaccettature degli animi ritratti, delle radici che lo hanno influenzato e delle concezioni che lo hanno ispirato. 

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categoria:mosssssstre
domenica, 13 novembre 2005

Di solito non me ne accorgo. Non capisco, non vedo. Oppure, in quei rari casi in cui balena il dubbio, credo di avere frainteso. E' un'impresa farmi capire che qualcuno possa avere un interessamento per me. Sono sempre tra le nuvole e quando la battuta prende sostanza e assume una consistenza di "serietà" vengo colta da un fulmine. ZAC! Beccata in pieno. Dopo l'ultima batosta affettiva di maggio, mi sono presa un periodo di pausa più lungo possibile. Pausa da discussioni, da smussamenti più o meno reciproci, da imbellettamenti del carattere volti ad abbellire il proprio e a convincersi di quello dell'altro. STOP. E poi arriva un giorno, uno come tanti, e non sai se sta cambiando qualcosa o meno. Per te e per qualcun altro. Tra persone timide un piccolo cenno può significare molto, ma per le persone delicate il medesimo cenno può essere sovrastimato. Chissà. Forse quello che ho vissuto in quei pochi attimi può essere paragonato solo alla mia canzone preferita passata per radio inaspettamente. Niente di più.

Ma avete visto Benigni stasera? Amore e Follia... 

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categoria:wow
giovedì, 03 novembre 2005

Azz. Stamattina sono andata a farmi prelevare il sangue per delle analisi di routine e... affamata e ancora assonnata, terminato il prelievo dico: "ahhh, finalmente posso andarmi a prendere un buon cappuccino che non riesco proprio a svegliarmi stamattina!". E la dottoressa: "eh sì, ti meriti una colazione intera! sei stata proprio brava!". A quel punto mi sono sciolta. Mi avrà scambiata per una ragazzina di 15 anni La (buona)parte di me affetta dalla sindrome di Peter Pan stasera imbandisce un banchetto per festeggiare! Che dire, ciò avviene pure abbastanza di frequente... Che meraviglia la dolcezza dell'istinto materno... Scusate, sto regredendo. E pensare che lunedì mi stringeranno la mano e mi chiameranno "dottore"...  

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categoria:adorable