Il concerto di Michael Bublè?
Musica... L'incanto dell'aria rigata di note... Ti ritrovi stesa su un prato abbracciata dalla volta del cielo. La luna veglia sul tuo sguardo proteso nella profondità dell'infnito e ti soffia un saluto se ti giri a guardarla. E poi giunge il momento in cui il tuo animo si scioglie e il petto si gonfia di immortalità. Un sorriso si allarga sul volto sognante e rimane lì, dolcemente steso per una forza quasi magnetica. Gli occhi brillano e ti senti innamorata. I movimenti si fanno vellutati protesi verso l'eterno. E la mia felicità rasenta il sublime, mi abbandono tra le braccia delle melodie e questo amore, seppur platonico, ha un sapore fisico. (2 agosto 2004)
Una meraviglia. La sua voce: calda e carezzevole. Il repertorio: equilibrato, bilanciato tra i lenti e le canzoni più movimentate. La scenografia e i suoi movimenti sul palco: d'altri tempi. Le luci: determinanti. I musicisti e Michael stesso: dei pazzi virtuosi. Il pezzo che non mi sarei aspettata: "Smile" di C. Chaplin. Quello che attendevo: "For once in my life". Quello atteso invano: "Dream a little dream". La sorpresa: il fatto che "You don't know me" sia stata scritta da Ray Charles.
Finalmente, anche in Italia, si può sentire il mio amato Swing dal vivo! E intendo "vivo" nel vero senso della parola!
Sfortunatamente era al chiuso, ma non poteva essere diversamente. Due estati fa ero andata a vederlo al Chicoboom Festival ed era stato molto più suggestivo. Il cielo stellato, gli aerei che luccicavano nel buio. Io sdraiata sull'erba indecisa se guardare Michael cantare o la luna... Sola in una sera d'agosto.


La (buona)parte di me affetta dalla sindrome di Peter Pan stasera imbandisce un banchetto per festeggiare! Che dire, ciò avviene pure abbastanza di frequente... Che meraviglia la dolcezza dell'istinto materno... Scusate, sto regredendo. E pensare che lunedì mi stringeranno la mano e mi chiameranno "dottore"...