domenica, 30 ottobre 2005

Non sarà "La vita è bella" perché ormai, dopo essersi affacciato in modo prepotentemente delicato nella nostra concezione di buon film,   il suo stile ci è ben noto, e le sue sorprese, i suoi giochi a fin di bene, il suo romanticismo fiabesco che ci hanno fatto palpitare e commosso più e più volte, sembrano un po' ripetersi. Ci aspettiamo sempre qualcosa in più da quel mattacchione di Benigni. Ma in "La tigre e la neve"  la fusione di più culture, argomento logorato dagli innumerevoli dibattiti, illustrata con tanta semplicità, la semplicità di sempre, la semplicità dei bambini, anche in questo caso, premia. E poi c'è il cielo di Bagdad che, tra un fuoco e l'altro, incanta con le voci di fiabe e leggende, ci sono gli occhi e la voce di Jean Reno, in tutta la loro profondità. Ed infine, una lezione. Lasciando da parte la morale. La lezione di un insegnante di poesia ai suoi allievi. In quei pochi minuti si condensano i contrasti di cui ogni piccola vita può godere. Ritrovando poeticità e delicatezza nei germogli della semplicità. Sì, sempre lei. 

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categoria:cinemoi
lunedì, 24 ottobre 2005

Questo giorno si chiama la festa di Crispiano:

chi sopravviverà a questo giorno e tornerà salvo in patria,

si rizzerà sulle punte dei piedi alla menzione di Crispiano.

Chi assisterà a questo giorno e arriverà alla vecchiaia,

ogni anno, alla vigilia, offrirà un banchetto ai vicini

e dirà: "Domani è san Crispiano."

Poi si rimboccherà la manica e mostrerà le cicatrici

e dirà: "Queste ferite le ho ricevute il giorno di Crispino".

I vecchi dimenticano; tuttavia, egli tutto dimenticherà

ma ricorderà con grande fierezza

le gesta compiute quel giorno. Allora i nostri nomi,

familiari alla sua bocca come parole domestiche,

Enrico il re, Beford ed Exeter,

Warwick e Talbot, Salisbury e Gloucester

rivivranno al ricordo fra i loro bicchieri etraboccanti.

Questo racconto il brav'uomo farà al figlio;

e Crispino Crispiano non passerà mai,

da oggi fino alla fine del mondo,

senza che in esso noi non saremo ricordati -

NOI POCHI, NOI FELICI IN POCHI, noi manipolo di fratelli;

poiché chi verserà il suo sangue con me

sarà mio fratello; per infima che sia la sua nascita

questo giorno nobiliterà il suo rango:

e gentiluomini ora a letto in Inghilterra

si considereranno ,aledetti dal destino per non essere stati qui

e terranno a vile il loro valore mentre parlerà

chiunque abbia combattuto con noi questo giorno di san Crispino!

W. Shakespeare, Enrico V

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martedì, 18 ottobre 2005

E poi ti chiedi perché scrivi. E poi ti chiedi per chi scrivi. Se ha senso. Se hanno ragione gli amici che ti dicono: "E' una gran perdita di tempo". Se è  possibile costruire un'amicizia fondata su interfacce e byte. Se, in effetti, hai qualcosa da dire che interessi, dato che scrivi solo di te. Se è assurdo parlare di letteratura, di scorci di vita da sorseggiare. Se sia meglio affrontare il tutto con approccio da marketing, cominciando da un bel targeting, per continuare con una sana segmentazione e concludendo con una domanda alla Ries e alla Trout: perché dovrebbero comprare il mio prodotto? Perché?

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categoria:straparlo
domenica, 16 ottobre 2005

Avrà sicuramente passato i 40, Antony, eppure... eccomi, dopo quasi due anni, a constatare quanto sia ancora amabilmente disarmante nella sua ingenua semplicità. Potrebbe sembrare una critica, secondo i canoni in voga oggi, ma non è così. Non è così per me, poi non so. E' trascorso più tempo senza vederci rispetto a quello che abbiamo potuto condividere, ma la sua dolce gentilezza, quel pizzico di "aiuto, scusate se risulto un po' goffo ogni tanto" sono risultati chiari quasi da subito e sono rimasti fortunatamente tali, invariati. Carissimo, carissimo Antony, è un potersi isolare dalle corse e dalle pretese dell'inarrestabile oggi il trascorrere qualche ora ridendo delle nostre disavventure!

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categoria:adorable
mercoledì, 12 ottobre 2005

Come si fa spesso per le azioni dell'Enel...

... il 7 novembre sta arrivando

e finalmente (?) discuterò la mia prima tesi!

bah, è solo un pro forma, giusto? eppure ho visto prof, non dico accanirsi in simili circostanze...ma quasi, sigh

temo le domande e aborro l'idea che ci saranno tanti (beh sì, cmq troppi) occhietti lì a fissarmi...

meno male che ai colloqui di lavoro non ci sono spettatori!

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lunedì, 10 ottobre 2005

Ok, ho scritto tutto un post che criticava l'articolo di Gianluca Nicoletti "Quei gesti scomparsi nell'Italia del Duemila" apparso su "La stampa" di ieri e... mi si è cancellato tutto. Un fraintendimento tra me e il mio pc (s.o.s. prof di interazione!!!)... o un monito divino?

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