lunedì, 26 settembre 2005

La canzone di Modugno "Dio, come ti amo" riecheggia nella mia mente. Ronza, ronza, ronza... Non riesce a farne a meno in questi giorni. Perché sono felice. Per piccoli motivi, ma divini. Questa canzone non rappresenta il concetto dal quale germoglia la mia felicità, ma ne rispecchia l'intensità. Oggi ero come pervasa  dalla sensazione lasciatami da un'incantevole immagine onirica. E stasera ho ricevuto una bellissima notizia. Sabato parto. Vado in Sicilia dopo tre anni. Così, inaspettatamente, raggiungerò un luogo a me caro, dove vivono alcune persone stupende e dove (ecco il motivo della mia partenza) si realizzerà un piccolo sogno di una vita.

Come dicevo poco tempo fa rievocando una canzone... Stasera, il cielo in una stanza: passerò queste ore che mi separano, spero, da altre immagini suggestive...montando Billy! Per non essere fraintesa: assemblando i pezzi di uno scaffale dell'Ikea (ho sempre amato la lego ). Guarderò, inoltre, la seconda parte de "Il grande Torino", auspicando che venga dato maggiore rilievo ai fatti accaduti realmente, ai campioni di un calcio di altri tempi e alla Torino dell'epoca, piuttosto che alle vicissitudini di un personaggio artefatto. La cui necessità all'interno di questa vicenda storico-umana, è, tra l'altro, a mio parere, discutibile.

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categoria:wow , my tv
sabato, 24 settembre 2005

Ieri sera... serata trash! BELLISSIMO! Karaoke tra a mici svalvolati. I miei cavalli di battaglia insieme ai due bitici: Help! (grandi seconde voci, veri profescional!), Lemon tree (immancabol) e She will be loved (gnu entri). Oggi berrò acqua minerale alla candeggina, pulita dentro e bella fuori, e domani finalmente Webdays. Intanto spero di riprendermi da questo stato ebetiano...

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lunedì, 19 settembre 2005

Come mi prende la voglia di fare una fotografia? Spesso è la continuazione di un sogno. Mi sveglio al mattino con una straordinaria voglia di vedere, di vivere. Allora devo andare. Ma non troppo lontano perché, se si lascia passare del tempo, l'entusiasmo, il bisogno, la voglia di fare spariscono. Non credo che si possano vedere intensamente più di due ore al giorno.

Robert Doisneau

Ho avuto il privilegio di potermi concedere un sabato pomeriggio sotto la pioggia battente di Milano per andare a vedere "L'amore è", la mostra di alcune delle più belle fotografie Robert Doisneau. Accompagnata da una marsigliese che per un periodo breve ma intenso ha vissuto a Parigi, ho potuto cogliere i particolari che spesso, in riproduzioni rimpicciolite, sfuggono ad uno sguardo superficiale. Il Pont des Arts con il suo pittore, il carreeau des Halles come si presentava negli anni Quaranta, i café e le persone semplici delle strade, i bambini che bighellonano, gli innamorati. Ma soprattutto ho potuto respirare l'ironia e la semplicità delle atmosfere di metà secolo nel loro lucido bianco-nero. Quello originale. 

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lunedì, 12 settembre 2005

Ammetterete, signori - disse - che, giunti a un certo grado di ricchezza, non vi è nulla di più necessario se non il superfluo, come le signore qui presenti ammetteranno che, giunti a un certo grado di esaltazione, non vi è più di positivo che l'ideale.

Ora, stando a questi principi, che cos'è il meraviglioso? Quello che non comprendiamo. Quale bene è più desiderabile? Quello che non ci è possibile avere. Ebbene, vedere cose che non posso comprendere, procurarmi cose che è impossibile avere è lo scopo preminente  della mia vita.

Edmond Dantès

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giovedì, 08 settembre 2005

cosa ha visto il mio diario (-->vogliamo proprio definirlo così?) cartaceo il 22 luglio

sono di un anno più vecchia. e non solo io. trascorrono i giorni, densi come il fango. e oggi mi ritrovo su questo balcone, riscoprendo il significato di un termine familiare: casa. Sì, sono finalmente a quella che considero la mia casa, anche se quest'anno non potrò trascorrervi molto del mio tempo. col pensiero ritorno a quando ero qua durante la scorsa estate, tentando di far così germogliare quella passata gioia nell'oggi. e con esse riaffiorano anche le immagini delle troppe guerre combattute inutilmente, sola, cieca.

questa casa vive dei molti spettri della mia immaginazione. ma da stasera voglio ricominciare con uno spirito diverso. meno autocolpevolizzante e più leggero, rivolto alle possibilità che, lentamente, giungeranno.

mi focalizzo in questo preciso momento. la mia mente immortala in questo scatto impalpabile me e il mio quaderno. la mia morbida giacca rosa, il bicchiere con ancora un fondo di latte cipriato. la luna, bassa e grande, come piace a me, riflessa nel mare e velata da scure nuvole. le agitate fiamme delle candele che, da questo tavolo, deformano le tinte del paesaggio circostante.

e' da qui che voglio ricomincire. da quest'aria fresca e rigenerante. nella mia oasi di pace.

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