1 x 1 = 1
L'Amore secondo e. cummings
per la serie... quando anche la matematica diventa opinione
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L'Amore secondo e. cummings
per la serie... quando anche la matematica diventa opinione
Non sono la prima a farlo notare, ma Il Volo del mattino ha chiuso bottega per le ferie estive. Cosa mi mancherà di quell'ora a base di cappuccino, cannolo alla crema e parcheggi in doppia fila? Lui, Fabio? Non saprei. A giorni alterni, lo odio o me ne innamoro (per quanto io abbia bandito questa pratica da AplosKoraLandia): bontempone, romantico e rude che si burla di chi lo osanna... In fin dei conti mi mancherà, anche se relativamente.
Heidi e la sua dolce, ingenua risata? Lei, sì, mi mancherà: eco dei giorni d'infanzia e del'utopia portata via col trascorrere degli anni.
Nino Manfredi e la sua "Tanto pe' cantà"? No, quando sentirò il bisogno di cantarla a squarciagola schiaccerò il virtuale "play" di questo monitor.
Forse quella strana versione di "Somewhere over the raiinbow", forse "Maracaibo", forse gli aforismi tra cui spicca "Homo sine pecunia est imago mortis" letto in una maniera incomprensibile da Adelmo....
O forse no. Mi mancherà più che altro quel tapino di Rambo. Povero, lui. Sempre lì a piangersi addosso per qualche futile motivo. E lo dico senza l'amara ironia che spesso accompagna le mie parole (più di presenza che sul blog). Povero, lui, preso per scemo e lagnoso, e forse in parte lo è. Ma è anche lo specchio delle nostre inutili lamentele. In ognuno di noi c'è un piccolo Rambo che singhiozza. E che non singhiozzerebbe più se gli si mostrasse quanto è bello esserci, nonostante tutto. O no?
Come dice Modugno cantando "Meraviglioso".
Vorrei uscire, vestirmi in maniera assurda e trovarmi in prima fila con l'amica di un tempo al concerto di Davide Van De Sfroos, in un paesino sperduto, insieme a gente semplice per ascoltare canzoni di cui non capisco il significato, ma che mi ispirano tanta simpatia. Una fisarmonica, un violino, musica che riecheggia note irlandesi e che ti invita a ballare. O che conduce via i pensieri in un'atmosfera fiabesca. Ascoltare "Il figlio di Guglielmo Tell" e sorridere a chi mi sta vicino. Basta, adesso me ne vado.
Molta follia è saggezza divina -
per chi è in grado di capire -
Molta saggezza - pura follia -
ma è la maggioranza
in questo, in tutto, che prevale -
Conformati: sarai sano di mente -
Obietta: sarai pazzo da legare -
immediatamente pericoloso e presto incatenato.
Emily Dickinson 1862
Personalmente obietto poco. E mi conformo meno (di quanto obietti). Strana. E' proprio così che sono. Ma schhhhhhhhhh... Non ragioniamoci più. Tutto scorre. Anche la mia stranezza scivolerà via e diventerà prevedibile normalità. O magari per alcuni lo è già. E per altri non lo sarà mai. Silenzio ora. Vado a respirare a pieni polmoni quest'aria mite alla quale non voglio abituarmi.
in che senso?? 
Gravità?
Gravità??
No! Di nuovo! Sparita.
Sono sotto-pressione, sotto-controllo, sotto-esame, sotto-sforzo.
Ora vado sotto-ladoccia, sotto-acqua, sotto-silenzio, sotto-lacampa. Eh sì, meglio sotto-lacampa che sotto-lapanca. Non fosse mai che io abbia una qualche origine caprina.
Breve post in apnea.
La prima volta che vedo un capolavoro, un film. A piccole dosi. Iniziato ieri. Meraviglioso. Complesso. Sfaccettato.
E io qua a dover scrivere. Niente genio, niente commissione, niente musica. Solo il sibilo della meta che incalza. Invasiva, ora che Niente, andandosene, ha lasciato alle spalle Nulla. Muto come il vuoto. Eppur più concreto.
Ok. sto straparlando. Era un messaggio in codice per la Me del paese di Tra qualche tempo. Sono tornata a casa. In tutti i sensi (?).